Dalla carruba alla salsa BBQ, nuovi artigiani nella campagna ragusana

INTERVISTA A “SANAPU SICILIA”

Marco Ottaviano ed Elena Menghi – Sanapu Sicilia

Premessa Nella Sicilia del Sud Est, nella campagna ragusana, che si distingue per essere la Terra del Carrubo per eccellenza, abbiamo scoperto l’esistenza di nuove piccole aziende con grande capacità di innovazione.

Tra queste SANAPU-Sicilia, una giovane azienda agricola che ha scommesso sulla possibilità di innovare il settore delle conserve dolci ed agrodolci in Sicilia.

SANAPU Sicilia dimostra che dalla cura e dalla raccolta della carruba, ma anche degli agrumi e delle erbe selvatiche, si possono ottenere prodotti nuovi, naturali, a km 0 con un processo di lavoro profondamente artigianale.

Abbiamo incontrato Marco Ottaviano ed Elena Menghi che hanno dato vita a impresa Sanapu-Sicilia e gli abbiamo chiesto di raccontarci il loro progetto.   

Voi siete due giovani che non nascono professionalmente agricoltori e trasformatori. Vi chiediamo come prima cosa come è nata l’idea di questo progetto?

L’idea di questo progetto è nata nel 2018, principalmente per due motivi.

Il primo era l’esigenza di creare un ambiente di vita sostenibile per la famiglia che ci stavamo creando: una dimensione fatta di relazioni vere, ritmi più consapevoli e umani.

Il secondo era la volontà di costruire qualcosa che ci appartenesse e rappresentasse nel rispetto di quello che sentiamo di essere e al mondo al quale vogliamo appartenere. Un mondo dove la natura è protagonista e non semplice spettatrice.

Sanapu l’abbiamo costruita un po’ alla volta cucendocela addosso e su misura.

Perché è importante la scelta di prodotti agricoli coltivati perlopiù in proprio, e rigorosamente del territorio, nel processo di trasformazione?

Abbiamo scelto di seguire una strada che non è la più semplice, né la più redditizia se si guarda da un punto di vista prettamente commerciale: quella di proporre quasi esclusivamente prodotti che nascono dalle nostre mani, o che comunque selezioniamo rigorosamente.

È una scelta controcorrente, lontana dalle logiche della grande distribuzione, ma profondamente fedele a ciò in cui crediamo. Perché è proprio in questo percorso che troviamo il senso più autentico del nostro lavoro: poter custodire ogni fase della filiera, dall’inizio alla fine, e garantire una qualità che non è solo promessa, ma esperienza concreta.

Conosciamo ogni ingrediente, ogni passaggio, ogni attesa. Sappiamo cosa c’è dentro ogni vasetto perché lo abbiamo visto nascere, trasformarsi, prendere forma giorno dopo giorno. È come se fossero tanti piccoli nostri figli.

Quanto ritenete importante la coltivazione e la trasformazione della carruba per la vostra azienda e per il vostro mercato?

La carruba è un frutto poco conosciuto o forse, più spesso, frainteso. In Sicilia, per molti è ancora legata a un’idea di alimentazione povera, destinata agli animali, oppure relegata al ruolo di semplice alternativa al cacao.

Eppure, noi quando l’abbiamo “scoperta”, ce ne siamo innamorati senza esitazione. Non come sostituto di qualcosa, ma per ciò che è: autentica, generosa, sorprendentemente versatile, con un gusto profondo e inconfondibile capace di creare un filo invisibile che attraversa il Mediterraneo; in grado di unire popoli, storie e tradizioni. Dalle coste della Sicilia alle terre del Nord Africa, passando per il Medio Oriente e la penisola iberica, la carruba cambia lingua, nome, forma ma resta sempre se stessa. In ogni luogo racconta una storia diversa: diventa sciroppo denso e profumato, farina nutriente, dolce semplice o ingrediente prezioso.

È il frutto delle contaminazioni, degli scambi lenti e continui che da secoli attraversano questo mare. Un simbolo di culture che si incontrano, si mescolano e si arricchiscono a vicenda. Un alimento umile solo in apparenza, ma profondamente radicato in una tradizione condivisa, fatta di ingegno, adattamento e memoria.

La raccolta delle carrube, per noi, è uno dei momenti più belli dell’anno. Nonostante sia ad agosto, quando il sole è ancora intenso, la grande chioma dell’albero offre un’ombra accogliente, quasi protettiva. I frutti, grandi e pesanti, riempiono le mani e le giornate, regalando una fatica dolce e raccolti che sanno di soddisfazione.

È in quei momenti che si comprende davvero il valore di questo frutto antico: nel gesto semplice della raccolta, nel tempo che scorre lento, nel legame profondo con la terra.

Noi facciamo vari prodotti con la carruba, dalla più classica marmellata di arancia e carruba alla cipolla rossa caramellata nell’estratto di carruba fino ad arrivare alla salsa BBQ artigianale alla carruba.

Crediamo profondamente nella riscoperta di questo frutto capace di dare vita a prodotti innovativi ma sempre intimamente legati al territorio e alla tradizione.

Accade spesso che, tra i mercati percorsi da nord a sud, chi ha conosciuto la campagna siciliana e il calore dei nonni, nel riconoscere la carruba, si fermi. In quel momento, un profumo, un sapore, diventano un ponte: e noi veniamo portati con loro dentro ricordi felici, di giornate lente e spensierate.

Perché quando il cibo incontra la memoria, non nutre soltanto il corpo, ma accarezza anche lo spirito. Ed è proprio questo che amiamo di più.

Da Modica all’Europa

Vi abbiamo conosciuto in un mercatino agricolo a Modica. Ma riuscite a proporre i vostri prodotti fuori dal territorio ragusano?

Uno dei nostri punti di forza è il contatto diretto con i consumatori/clienti. Ci piace il rapporto che si crea, ci piace raccontare e far assaggiare i nostri prodotti in maniera trasparente e autentica. Ecco perché la dimensione del “mercato” e dei GAS (gruppi di acquisto solidali) è quella che sentiamo più nostra e dove ci sentiamo più a casa.

Detto questo, siamo consapevoli che oggi, soprattutto in una terra come la Sicilia, dove le marmellate di agrumi sono all’ordine del giorno anche in ambito casalingo, per vivere e crescere dobbiamo muoverci anche al di fuori del contesto del rapporto diretto.

Abbiamo così creato il nostro e-commerce: uno strumento che pensavamo ci permettesse di portare i nostri prodotti più lontano, raggiungendo persone che non potremmo mai incontrare di persona. Tuttavia, ci siamo accorti che questo tipo di comunicazione richiede uno sforzo intenso in termini di promozione e investimenti alle quali non è sempre facile stare dietro, spesso inconciliabile con il lavoro nei campi e nel laboratorio.

Quello invece che abbiamo capito funzionare molto meglio per noi è la rete. Quella che abbiamo costruito con altri piccoli produttori locali, che come noi condividono valori, sfide e visioni. Insieme abbiamo capito che unirsi significa essere più forti: affrontare mercati esteri diventa più semplice, la logistica più sostenibile, le spese di spedizione più equilibrate. Ma soprattutto, si crea qualcosa che va oltre l’aspetto pratico: un sistema di relazioni basato sulla fiducia, sullo scambio e su un valore condiviso.

marmellate di agrumi della campagna modicana

Oggi i nostri vasetti ci raccontano anche al di fuori dell’Italia attualmente siamo in Olanda, dove facciamo parte di un bellissimo progetto di artigiani resistenti, in Francia, Svizzera e Austria.

E ogni volta, anche a distanza, cerchiamo di mantenere viva quella stessa sensazione del mercato: l’idea che, dietro ogni prodotto, ci sia sempre un incontro.

Come pensate il futuro del vostro lavoro, oltre al contesto Siciliano?

Sanapu, come già detto, è profondamente intrecciata a noi, al nostro modo di essere e di vivere. Non è solo un progetto, ma un riflesso autentico delle nostre scelte, dei nostri valori, del nostro quotidiano.

In un mondo in continua trasformazione, fatto di incertezze e instabilità, immaginare il futuro diventa sempre più difficile. Le idee non mancano, così come i sogni e gli obiettivi, ma spesso si scontrano con ciò che accade intorno a noi.

Eppure ci sentiamo fortunati. Nonostante la fatica dell’essere autonomi, del costruire ogni giorno il nostro percorso tra raccolte, produzioni e ricerca di persone capaci di riconoscere la qualità e il valore delle cose fatte con cura, il nostro lavoro resta un dono.

Lo viviamo immersi nei suoni della natura, guidati dai suoi colori, avvolti dai suoi profumi: una ricchezza silenziosa che oggi più che mai riconosciamo come un privilegio.

Allo stesso tempo, però, vediamo due mondi che avanzano in direzioni diverse. Da una parte cresce una consapevolezza nuova, più attenta, più radicata. Dall’altra si fa spazio una realtà sempre più dominata dall’apparenza, dal marketing, dalla quantità.

E in questo equilibrio fragile, per realtà piccole come la nostra, il cammino si fa più stretto, a tratti faticoso, persino frustrante. Perché per noi tutto questo non è un passatempo, ma una scelta di vita, un lavoro vero, costruito giorno dopo giorno con dedizione.

Oggi condividiamo un laboratorio con altre piccole realtà come la nostra. Da sempre coltiviamo il desiderio di avere un laboratorio tutto nostro: uno spazio in cui poter sperimentare con calma, senza fretta, nuove ricette e prodotti, lasciando libero sfogo alla creatività e dando forma concreta a tutto ciò che la nostra immaginazione ci suggerisce.

Un luogo che non sia solo operativo, ma anche espressivo, capace di accogliere idee, tentativi, intuizioni e trasformarli in qualcosa di unico e autentico. Uno spazio in cui far convergere le energie, le collaborazioni e le sinergie che quotidianamente si creano e che, spesso, per mancanza di strutture adeguate, finiscono per disperdersi.

Avere un laboratorio nostro significherebbe anche poter lavorare con maggiore continuità e coerenza, ottimizzando i processi e valorizzando ogni fase del lavoro, dalla ricerca alla realizzazione.

Inoltre, ci permetterebbe di chiudere quel famoso cerchio, raggiungendo un controllo totale e consapevole sul prodotto finito: dalla selezione delle materie prime fino al risultato finale, garantendo qualità, identità e cura in ogni dettaglio.

Marmellate Artigianali e Confetture Bio di Sicilia

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