La carruba è storia del territorio, ma anche "innovazione".
Intervista a Luca Iozzia dell’Agriturismo Le Chiuse della Guadagna.
Premessa:
Nella nostra ricerca sulle nuove iniziative virtuose dedicate alla carruba, abbiamo avuto l’occasione di conoscere Luca Iozzia e ringraziamo il giovane agronomo Giovanni Giavatto per averci presentato.
Luca Iozzia dopo una vita vissuta a Milano e dopo un’esperienza lavorativa lunga 15 anni, presso il Museo della scienza e tecnologia Leonardo da Vinci, come curatore, ha deciso nel 2015 di tornare nella sua terra di origine
Dalla masseria dei nonni (tra Modica e Scicli) ha ricavato l’agriturismo Le Chiuse della Guadagna (da cui si gode una stupenda vista delle coste sciclitane) e all’interno dell’agriturismo ha dato vita al Mu.Ru : Museo Rurale e anche una serie di progetti di valorizzazione della carruba.
- Luca ci racconti come nasce il tuo interesse per la carruba?
Crescendo in un territorio dove il carrubo è parte integrante del paesaggio, ho sempre considerato questo albero maestoso come un simbolo di resilienza e di tradizione. Inizialmente era una presenza familiare, legata ai ricordi delle campagne e ai racconti degli anziani, ma con il tempo ho iniziato a guardare i suoi frutti con occhi diversi per valorizzare quel patrimonio culturale ereditato.
- Potresti spiegarci meglio il progetto Mu.Ru, da cui ha origine il progetto Carob Heritage?
MuRu nasce per custodire e raccontare il sapere rurale, riconoscendolo come patrimonio vivo e necessario per il futuro.
Attraverso la ricerca sul campo, con l’obiettivo di conservare e promuovere il patrimonio materiale e immateriale, l’ascolto della comunità, la raccolta di testimonianze e la sperimentazione nel laboratorio alimentare dell’agriturismo, Carob Heritage promuove una nuova visione del carrubo: non solo come prodotto agricolo, ma come elemento centrale di un sistema culturale.
Il primo risultato concreto del progetto è CARMA, la crema spalmabile di carrubo e mandorla prodotta artigianalmente a Le Chiuse di Guadagna.
CARMA è un prodotto che racchiude il paesaggio siciliano, il lavoro agricolo e le relazioni umane che accompagnano la coltivazione e la trasformazione della carruba.
Un prodotto culturale, pensato per raccontare il territorio attraverso il gusto.

- Lo scorso mese di marzo hai partecipato ai Carob Days a Valencia in Spagna. Puoi condividere con i lettori di Carruba Food Days l’esperienza da te vissuta in quelle giornate?
L’esperienza ai Carob Days di Valencia ci ha lasciato un entusiasmo contagioso. Siamo tornati a casa con una bellissima rete di contatti nel bacino del Mediterraneo, unita da persone che vivono, studiano e valorizzano il carrubo.
Accanto a loro, è nato un secondo network di realtà internazionali affascinate da questa pianta e dai suoi frutti, che conquistano per le proprietà organolettiche eccezionali e i grandi benefici salutistici. Vedere questo interesse crescere ogni giorno di più intorno all’albero e ai suoi frutti ci dà una grandissima carica per il futuro.
- Quali sono le vostre prossime iniziative sul tema carruba?
Tramite la valorizzazione del carrubo vogliamo creare interesse per l’intera area Iblea proponendosi come destinazione di viaggio enogastronomico e di turismo naturalistico esperienziale per i viaggiatori.
A cura di Francesco Dammicco
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