Un cioccolato Equo e Solidale radicato nel territorio ibleo.
Intervista a LAeQUA
La città di Modica è famosa, oltre che per la sua bellezza, anche per il Cioccolato di Modica, un cioccolato che ha una particolare lavorazione a bassa temperatura che valorizza al meglio la materia prima oltre a vantaggi dal profilo salutistico.
Nel ‘700 nel pieno sviluppo della Contea di Modica la borghesia agraria fu conquistata dalla bevanda al cioccolato, lusso dei nobili.
Il cacao era arrivato a Modica, nel flusso dei prodotti che, dopo la Conquista dell’America, invasero gentilmente e lentamente l’Europa, prima la penisola iberica e poi i territori controllati dal regno di Castilla (o comunque dove c’erano grandi e sfarzose corti o monasteri), fra cui c’era la Sicilia e Modica ne era una capitale rilevantissima.
Il “cioccolato di Modica” nasce come prodotto “delle cucine di casa” e poi di un intero contesto sociale e territoriale (man mano che i consumi si estendevano nuove famiglie se lo facevano a casa). Dai primi del ‘900 i “caffè” che si occupavano di tutte le materie prime d’importazione (caffè, cacao, spezie) facevano quindi anche “a cicculata”, le barrette pronte da sciogliere in acqua calda per realizzare poi la bevanda (da bersi a temperatura ambiente, non calda.
Noi di Carruba Food Days abbiamo provato cioccolato di Modica di diversi produttori e abbiamo molto apprezzato quello de LAeQUA.
Abbiamo apprezzato il loro cioccolato per la sua qualità, ma anche per la scelta non banale di utilizzare materie prime biologiche e della filiera del Commercio Equo e Solidale.
Parafrasando Slow Food, un cioccolato buono, pulito e giusto.
Anche LAeQUA si è cimentata con i prodotti alla “carruba” creando una crema spalmabile alla carruba.
Un alimento buono e gustoso, sia per i bambini che per gli adulti.
Intervistiamo Sara Ongaro e Saro Guarrasi fondatori e titolari de LAeQUA.

In una città famosa per il suo cioccolato come Modica, avete fondato un’altra “cioccolateria”.
Cosa vi ha spinto in questa avventura?
In realtà abbiamo solo scelto nel 2020 di non lasciar morire ed anzi di ampliare il progetto nato nel 2004 con la Coop. Quetzal – la Bottega solidale di cui eravamo soci e al quale abbiamo collaborato dall’inizio.
Nel circuito del commercio equo e solidale erano già presenti naturalmente tutti gli ingredienti necessari per fare il prodotto più tipico della città. Fra le riflessioni degli anni fine ’90 e 2000, la ricerca di prodotti glocal, che tenessero insieme da una parte tradizioni locali nostre e relazioni storiche di oppressione e dall’altra relazioni nuove, eque, oltretutto con un legame importante con il continente sudamericano cui eravamo molto legati per produttori, viaggi e militanza, questo cioccolato ci era sembrato un progetto perfetto per creare più posti di lavoro, che era l’obiettivo della nostra cooperativa (allora unica in Italia, fra le coop di commercio equo, ad avere questo scopo).
Una volta che la Cooperativa non ha più potuto gestirlo nel 2020, non riuscivamo a pensare che, un progetto così avviato e promettente, chiudesse: per questo nel giugno 2020 abbiamo creato LAeQUA srls.
Come si caratterizza la vostra produzione? Quali sono i vostri prodotti di punta?
Si caratterizza per mantenere la scelta del biologico e dell’equo solidale che riguarda tutti i nostri ingredienti e la gestione del nostro personale.
Alla produzione del cioccolato, nello stile tradizionale tipico della nostra città, valorizzando il più possibile prodotti siciliani per le aromatizzazioni (i 4 agrumi, le tre frutte secche, il sale, il sesamo e la manna), sempre fatta dal 2004 e negli anni seguenti, abbiamo aggiunto la lavorazione delle fave di cacao e quindi la produzione di massa di cacao e la lavorazione di altri semi oleosi per realizzare le creme spalmabili, in particolare pure, senza zucchero, ma anche con aggiunta di zucchero e cacao.

I gusti di cioccolato con percentuali di cacao alte (LaMar, Nucidda, Cum Grano Salis) ma anche le tradizionali all’arancia e al pistacchio sono le barrette più richieste.
La scatola dei cioccolatini come confezione regalo è apprezzatissima. Le spalmabili senza zucchero sono sicuramente molto valorizzate e richieste. Hanno ricevuto anche l’attenzione di alcuni nutrizionisti e oggi le proponiamo a Modica anche attraverso la farmacia Amore.
Dal 2025 proponete una crema spalmabile alla carruba. Che riscontro ha avuto sul mercato?
Buono, anche se inferiore a quanto immaginato…
Ma sicuramente ha un gusto particolare che purtroppo non è familiare a molte persone e alla maggior parte è proprio sconosciuto.
Per non parlare di quanto sconosciute siano le sue caratteristiche.
Come sempre, a partire proprio dal nostro fare il cioccolato, noi vendiamo prodotti che sono in realtà pretesti per parlare, per fare informazione sull’economia, ma anche sull’agricoltura, sui meravigliosi prodotti di questa terra, cui cambiamenti climatici, sul nostro futuro.

Come riuscite a sviluppare il vostro mercato partendo da Modica? Dove è possibile acquistare i vostri prodotti fuori Modica?
Il circuito del commercio equo è quello dentro cui siamo sempre stati naturalmente ed esso rivende i nostri prodotti in tutta Italia.
Il Consorzio Le Galline Felici di agrumicoltori della Sicilia orientale, di cui siamo soci, li propone ai suoi clienti in Italia e all’estero.
Molti clienti, piccoli rivenditori con negozi bio per esempio, ci trovano su internet e ci contattano per forniture.
I gruppi di acquisto solidale (GAS) in varie città italiane sono fra i nostri principali clienti.
Non abbiamo distributori. Frequentiamo pochissime fiere.
Crediamo nel rapporto diretto anche con i nostri clienti che invitiamo sempre a venirci a trovare. Moltissimi clienti ci conoscono venendo a Modica in vacanza e visitando il nostro laboratorio. Visita a cui noi invitiamo anche i nostri rivenditori o i soci dei GAS.
Andiamo anche presso le loro sedi a tenere incontri e laboratori, consapevoli che la cosa migliore è conoscere da vicino e spiegare quello che facciamo e le nostre scelte.
Secondo voi, che trattate soprattutto di cioccolato per la lavorazione di prodotti a base di cacao, qual è il legame importante che connette il vostro lavoro, questo territorio e la scelta di utilizzare anche la carruba?
Perché la carruba è un prodotto tipicissimo del nostro territorio, che personalmente amiamo molto, lo raccogliamo nella nostra campagna e lo vorremmo far conoscere anche di più.
Su come trasformarla ci piacerebbe avere a disposizione piccoli centri di trasformazione che facciano un lavoro di filiera, esattamente come noi facciamo con le mandorle con il Contratto di Rete Filiereque Iblee.

La creazione di nuovi prodotti sarà interessante per quando, rispetto alle nostre trasformazioni, la carruba offre la polvere che va comunque sempre agglutinata con dei grassi….
Come LAeQUA come vedete il futuro della carruba? Come pensate possa essere valorizzata?
Quello che dicevamo sopra: piccole unità di trasformazione che lavorino per conto proprio e per conto terzi, data la grande quantità di materia prima sul territorio che lasciata in mano solo ai commercianti resterà un prodotto coloniale (scarsa qualità e bassissimo prezzo), da esportazione (come il cacao, fino a pochi anni fa, nei paesi di produzione) continuerà ad alimentare le grandi industrie e catene alimentari complesse lontane da qui, a incorporare valore sempre solo lontano da qui.
Quali sono i vostri progetti futuri che ritenete possano essere importanti non solo per lo sviluppo della vostra azienda, ma anche con risvolti che possono interessare, il territorio ibleo e della Sicilia tutta?
Da soli sappiamo che non si va da nessuna parte o per lo meno noi non ne abbiamo la forza. Ci farebbe piacere compartecipare a iniziative che realizzino la trasformazione delle carrube con modalità più collettive, condivise, con attenzione alla qualità, con ricerca di alto livello da condividere, divulgare e rendere utile per la trasformazione della materia prima; con continua attenzione alle difficoltà che la produzione e trasformazione delle carrube può incontrare (malattie, adattamenti climatici, cartelli di produttori, creatività e sfide produttive per sviluppare nuovi prodotti). Mettere insieme più soggetti è sempre molto utile per sviluppare cose nuove.

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